Quando troppe maschere fanno perdere se stessi

 

Composizione su pavimento chiaro con un foglio bianco al centro, una piccola maschera decorativa, Pinocchio, due dadi, una ruota in legno, una catena con orologio da tasca, una chiave e una pietra. Sul foglio compare l’aforisma: “Chi indossa troppe maschere finisce per confondere gli altri all’inizio e se stesso alla fine”, con firma Dolce e Amaro.
All’inizio chi vive di finzione può anche riuscire a disorientare gli altri. Cambia atteggiamento, adatta le parole, mostra a ciascuno il volto che conviene di più e per un po’ questa strategia può sembrare efficace. Ma portare avanti troppe versioni di sé richiede uno sforzo continuo, perché ogni maschera crea distanza tra ciò che si mostra e ciò che si è davvero.

Con il tempo, questa distanza non confonde soltanto chi sta intorno: finisce per logorare anche chi la alimenta. Quando una persona si abitua a recitare troppo, rischia di non riconoscere più la propria verità, i propri limiti e perfino i propri sentimenti. È questo il prezzo più alto della finzione: non solo perdere credibilità agli occhi degli altri, ma smarrire lentamente se stessi.

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