Quando anche uno specchio diventa scomodo

 

Composizione su sfondo scuro con un foglio beige al centro, uno specchio dorato, una penna chiara, un sigillo con ceralacca rossa e una statuetta nera. Sul foglio compare l’aforisma: “Il riflesso non giudica, ma rivela: è per questo che chi finge troppo finisce per temere anche uno specchio”, con firma Dolce e Amaro.
Chi vive nella finzione può riuscire a convincere gli altri per un po’, ma difficilmente riesce a restare in pace con se stesso. Fingere troppo significa costruire un’immagine che ha bisogno di essere difesa continuamente, e prima o poi questa fatica si riflette nei gesti, nelle contraddizioni e nello sguardo.

Lo specchio, in fondo, non accusa e non condanna: restituisce semplicemente ciò che si è. Per questo può diventare scomodo a chi preferisce nascondersi dietro una maschera. La verità non sempre arriva con rumore o scandalo. A volte si manifesta nel disagio silenzioso di chi sa di non essere limpido fino in fondo. Ed è proprio lì che la finzione comincia a perdere forza.

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