All’inizio chi vive di finzione può anche riuscire a disorientare gli altri. Cambia atteggiamento, adatta le parole, mostra a ciascuno il volto che conviene di più e per un po’ questa strategia può sembrare efficace. Ma portare avanti troppe versioni di sé richiede uno sforzo continuo, perché ogni maschera crea distanza tra ciò che si mostra e ciò che si è davvero. Con il tempo, questa distanza non confonde soltanto chi sta intorno: può diventare faticosa anche per chi la alimenta. Quando una persona si abitua a presentarsi in modi molto diversi a seconda del contesto, può diventare più difficile capire quali scelte rispecchino davvero i propri valori e quali servano soltanto ad adattarsi alle aspettative altrui. Il rischio non è “perdere se stessi” in senso automatico, ma rendere meno chiaro il confine tra autenticità, convenienza e bisogno di approvazione. Adattarsi agli altri non significa necessariamente essere falsi Cambiare tono, linguaggio o comportamento i...
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